Pomezia, 1 agosto 2011
Abbiamo deciso di scrivere questo comunicato al fine di dare un volto ed una umanità a quella che potrebbe sembrare l’ennesima e scontata storia di crisi, e forse per qualcuno lo è, ma le dinamiche e gli eventi che stanno determinando questa situazione, a nostro avviso, sono sicuramente anomali, considerato che sulla nostra pelle si gioca una partita a livelli molto alti che racchiude l’annosa questione della fornitura di beni e servizi alle pubbliche amministrazioni da parte di operatori che hanno sede nello stato di San Marino.
I lavoratori dipendenti ed operanti presso la società Errebian S.p.A. di Pomezia, alla luce della comunicazione interna ricevuta dall’azienda ed inviata anche per conoscenza alle RSA ed alla Organizzazione Sindacale, con la quale viene espressa la massima preoccupazione per gli eventi in corso, relativamente all’esito della pronuncia del Consiglio di Stato e sulla prossima udienza del TAR Lazio (in relazione all’ennesimo ricorso cautelare di Karnak contro la revoca dell’aggiudicazione della importante fornitura Ferservizi – Ferrovie dello Stato e contro l’aggiudicazione ad Errebian), dichiarano la loro preoccupazione in merito alle ricadute che tale scenario potrebbe determinare sulla salvaguardia della propria occupazione.
Considerato che la compagine lavorativa della società è costituita da circa duecento lavoratori e lavoratrici con una età media di 40 anni (età in cui un lavoratore/lavoratrice è difficilmente ricollocabile) e che anche la totalità dell’indotto che ruota attorno alle attività della nostra azienda verrebbe fortemente penalizzato da eventuali decisioni scellerate dei nostri tribunali, noi vogliamo dichiarare apertamente che siamo stufi di stare fermi e subire gli eventi.
Molti di noi sono cresciuti, non solo professionalmente, con questa Azienda, arrivando a decidere di creare il proprio nucleo familiare sulla stabilità che questo lavoro da sempre ci ha garantito. Abbiamo consolidato nel tempo i principi di lealtà e di legalità che i nostri genitori ci avevano insegnato trasponendoli sulle attività che giornalmente ognuno di noi svolge.
La regolarità delle azioni di questa azienda sotto tutti i punti di vista ci convince ancora di più dell’importanza di mantenere in essere questa realtà aziendale che non è solo un patrimonio territoriale ma oramai soprattutto di carattere nazionale.
Dopo decenni di inspiegabile indifferenza delle istituzioni sulle questioni annose che ruotano attorno alle vicende della piccola Repubblica, che hanno invece attratto l’attenzione di alcune testate giornalistiche, si è preso finalmente atto del problema “San Marino”, iniziando un percorso politico-legislativo volto a rimettere in equilibrio la libera concorrenza e a ripristinare la legalità del mercato.
All’improvviso, un’inaspettata e oscura decisione del giudice amministrativo sembra contraddire e stravolgere la volontà della nazione, rischiando di vanificare tutti i giusti traguardi ed i risultati, anche di carattere legale, sin qui conquistati dallo Stato.
Qualora la decisione del 3 agosto p.v. da parte del tar dovesse risultare sfavorevole, si prospetterebbe la messa a rischio dei posti di lavoro di tutti noi e si tradurrebbe in una vera e propria macelleria sociale che andrebbe ad aggravare una situazione sul territorio pontino già messa a dura prova dalla crisi.
Vogliamo essere una parte attiva della vicenda perché riteniamo che nessuno più di noi abbia il diritto di vigilare e seguire attentamente le vicende in corso, chiedendo anche a tutte le parti protagoniste di valutare attentamente le scelte e ponderarle con la massima attenzione, considerato che per tutti noi si tratta, oltre che di legalità e giustizia, soprattutto di dignita’ del lavoro e del proseguimento di un progetto che si chiama “vita”.
* Il 3 Agosto il TAR del Lazio dovrà valutare la domanda cautelare presentata da Karnak contro la revoca dell’aggiudicazione della gara Ferrovie dello Stato, disposta dall’Amministrazione in conseguenza del mancato rilascio dell’autorizzazione a partecipare ai Pubblici Appalti da parte del Ministero dell’Economia e delle Finanze, così come prescrive l’art. 37 D.L. 31 Maggio 2010, n. 78, convertito in Legge 30 Luglio 2010, n. 12.









